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martedì 17 giugno 2014

Sudafrica, dopo Mandela e dopo le elezioni l’economia è la grande sfida e la grande speranza

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  17 giugno 2014  alle  6:00.

Il Sudafrica è il paese africano che più ha risentito all’interno del continente degli effetti della crisi globale. Un fatto dovuto al grande tasso di sviluppo di quella che generalmente viene definita la locomotiva d’Africa e che proprio per questo motivo è più collegata di altre economie subsahariane ai grandi circuiti internazionali.sudafricaelezioni2
Dopo la morte di Nelson Mandela, padre del nuovo Sudafrica sorto alla fine del regime di apartheid, l’African national congress alle urne ha comunque visto confermata la sua leadership nonostante gli scandali legati al capo di Stato Jacob Zuma.
I prossimi anni saranno ora decisivi per far riparire un’economia che nel 2014 vedrà il pil aumentare soltanto del 2,7%. Un tasso di crescita modesto se confrontato con quello fatto registrare da altri paesi del continente africano.
Allo stesso tempo, al di là del rallentamento, il Sudafrica ha anche visto crescere la concorrenza all’interno dell’Africa stessa, con diverse nazioni diventate capaci di attrarre capitali e investimenti. Un processo simboleggiato perfettamente dall’annuncio recente delle autorità nigeriane, che hanno ricalibrato i parametri di calcolo della ricchezza nazionale. Secondo Abuja, sarebbe la Nigeria adesso la prima economia africana.
Al di là degli anni nigeriani, dopo aver goduto per anni del dividendo di pace e democrazia, è evidente che Pretoria si trova adesso a dover affrontare diverse situazioni critiche, la prima delle quali è la disoccupazione.
Al Sudafrica ha dedicato un ampio focus la rivista ‘Africa e Affari’ che ha tracciato punti forti e debolezze di un paese ancora locomotiva d’Africa, ma ora insidiato nel suo ruolo di leadership continentale.

martedì 3 giugno 2014

Mozambico: Elezioni presidenziali, Nyusi formalizza la sua candidatura

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  3 giugno 2014  alle  6:00.

Filipe Nyusi, ex ministro della Difesa e membro del Fronte di liberazione del Mozambico (Frelimo, al governo dalla fine della guerra civile), ha formalizzato la sua candidatura alle elezioni presidenziali previste il prossimo 15 ottobre, presentando alle autorità competenti i documenti necessari.mozambicoguebuzanyussi
Nyusi è il primo tra i candidati alle presidenziali ad aver formalizzato la propria posizione.
A darne notizia sono i media nazionali, aggiungendo che alle elezioni di ottobre – che serviranno per eleggere un nuovo capo dello Stato e rinnovare i membri del Parlamento e delle assemblee provinciali – hanno intenzione di concorrere in tutto 30 partiti politici, tre coalizioni e due gruppi civici indipendenti.
La Commissione elettorale (CNE) ha approvato finora la partecipazione di 27 movimenti politici (tra i quali tutti e tre i principali partiti nazionali: Frelimo, Renamo e MDM); restano aperte le posizioni di otto raggruppamenti, che hanno presentato domanda nell’ultima giorno in cui era possibile registrarsi.
I partiti avranno adesso tempo fino al 21 luglio per presentare i loro candidati alla CNE.

giovedì 15 maggio 2014

Malawi: elezioni generali, ultimi sondaggi prevedono risultato incerto

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  15 maggio 2014  alle  6:54.

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A una settimana dal voto previsto il 20 maggio in Malawi per eleggere il prossimo presidente e rinnovare i membri del Parlamento e delle amministrazioni locali, il centro di ricerca su questioni politiche in Africa sub-sahariana ‘Afrobarometer’ ha diffuso un sondaggio indicando l’estrema incertezza del risultato.
“Too close to call”, troppo ravvicinate le percentuali tra i partiti in lizza per poter fornire una proiezione affidabile: è questa la conclusione del sondaggio di Afrobarometer, che ha chiesto le intenzioni di voto a un campione composto da circa 2500 cittadini aventi diritto al voto.
Dodici sono i candidati alla massima carica dello Stato e, tra questi, quattro sono quelli che dovrebbero ottenere le percentuali più alte: l’attuale presidente Joyce Banda, il già vice-presidente Peter Mutharika, il leader dell’opposizione Lazarus Chakwera e Atupele Muluzi.
Alla domanda su chi avrebbero votato, il 27% degli intervistati da Afrobarometer ha indicato come proprio candidato Mutharika, espressione del Democratic Progressiv Party (DPP), al governo tra il 2005 e il 2011 sotto la presidenza di Bingu wa Mutharika, fratello di Peter deceduto all’improvviso nell’agosto 2011 e sostituito alla massima carica dello Stato dall’allora vice-presidente Banda.
Lazarus Chakwera, candidato dell’ex partito unico tra il 1963 e il 1993 Malawi Congress Party (MCP), avrebbe il sostegno del 21% degli intervistati.
L’attuale presidente Joyce Banda, fondatrice nel 2011 del People’s Paty dopo essere fuoriuscita dal DPP, raccoglierebbe il 19% delle preferenze, mentre il 14% dei votati ha indicato il 35enne liberal-democratico Atupele Muluzi dello United Democratic Front (UDF) come candidato preferito. Il 15% non ha espresso alcuna preferenza.
Alle legislative, il DPP è indicato come partito preferito dal 23% degli intervistati, seguito dal MCP e dal PP entrambi al 18%. L’UDF potrebbe ottenere l’11% dei voti, mentre il 18% dei votanti non si esprime e un altro otto per cento opterebbe per candidati indipendenti.

domenica 5 gennaio 2014

Africa orientale: tutto pronto per l’unione doganale Eac

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  2 gennaio 2014  alle  6:00.

E’ entrata ufficialmente in vigore ieri [1° gennaio 2014], l’unione doganale tra i cinque paesi membri della Comunità dell’Africa orientale () – Kenya, Uganda, Rwanda, Burundi e Tanzania – allo scopo di ridurre i costi per fare impresa nella regione.eaceastafrica
A ricordarlo sono i media locali, sottolineando come questo significhi che tutti e cinque i paesi impiegheranno d’ora in poi i funzionari doganali incaricati di raccogliere le tariffe di dogana soltanto lungo i confini esterni dell’EAC.
L’organizzazione regionale ha dato tempo ai cinque paesi membri fino a giugno per completare le operazioni.
Secondo i rappresentanti delle principali associazioni industriali locali, la nascita dell’unione doganale dovrebbe garantire un calo dei costi di trasporto per le merci all’interno dell’area compreso tra il 15 ed il 30%.
Sempre da ieri, inoltre Kenya, Uganda e Rwanda dovrebbero emettere un visto d’ingresso turistico comune, in modo da favorire il transito dei visitatori internazionali tra i tre paesi e contribuire allo sviluppo del turismo regionale.

martedì 3 dicembre 2013

Accordo per un’unione monetaria, in 10 anni una moneta per gli abitanti dell’Africa orientale

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  2 dicembre 2013  alle  6:00.

I leader della Comunità dell’ (Eac) hanno sottoscritto un protocollo che getta le basi di un’unione monetaria dei rispettivi paesi. L’accordo è stato firmato sabato a Kampala, dal presidente ugandese Yoweri Museveni e dai capi di Stato di Kenya, Rwanda, Burundi e Tanzania; esso dovrà tradursi in realtà entro un arco temporale di dieci anni. Al vertice il keniano Uhuru Kenyatta ha rilevato da Museveni la presidenza di turno dell’organizzazione regionale.africaorientale
L’Africa orientale è secondo molti osservatori a un punto di svolta della propria crescita economica che nei prossimi anni dovrebbe essere trainata dall’entrata in produzione di giacimenti di gas e di petrolio.
L’economia sta inoltre beneficiando di una sostanziale stabilità politica sebbene ci siano ancora questioni aperte e dissapori tra alcuni paesi della stessa organizzazione regionale.
Considerati nel loro insieme i cinque paesi contano attualmente una popolazione di 135 milioni di abitanti, hanno già attivato un’unione doganale e coordinato alcune attività come la presentazione dei budget delle rispettive banche nazionali.
“Gli imprenditori godranno di maggiore libertà di commercio e investimento, e gli investitori stranieri troveranno addizionali e irresistibili ragioni per fissare le loro tende nella nostra regione” ha detto Kenyatta.
Secondo i cinque paesi, l’unione monetaria dovrebbe consentire di ridurre i rischi legati alla valuta e rendere in questo modo più facile investire e commerciare.

martedì 22 ottobre 2013

Mozambico: alta tensione tra Renamo e Frelimo, in gioco il futuro del paese

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  22 ottobre 2013  alle  7:45.

Non è ancora chiaro cosa sia avvenuto e quale sia la portata di quanto accaduto in nelle ultime ore. Preoccupa però la decisione della – principale partito di opposizione – di annullare l’accordo di pace del 1992 che mise fine a 16 anni di guerra civile. Una decisione presa in seguito a scontri armati tra ed esercito.mozambicodhlakama
La Renamo sostiene che la sua base di Sathundjira, vicino Gorongosa, è stata attaccata e che il suo leader Afonso Dhlakama, è riuscito a sfuggire all’attacco e si trova adesso al sicuro. Secondo la Renamo, Dhlakama era anzi l’obiettivo dell’attacco: “Il governo guidato dal ha usato truppe e artiglieria pesante per attaccare la residenza del presidente della Renamo Dhlakama, con l’intento di ucciderlo a sangue freddo” ha detto il portavoce della Renamo Fernando Mazanga.
Noticias, giornale vicino alle posizioni governative, ha invece dato risalto all’assenza della Renamo a un ennesimo incontro per appianare le divergenze che avrebbe dovuto tenersi a Maputo e alla disponibilità del capo dello Stato Armando Guebuza a incontrare lo stesso Dhlakama.
Nell’articolo di Noticias si fa riferimento anche a un attacco degli uomini della Renamo contro una postazione dell’esercito nella provincia di Sofala.
Da circa un anno la Renamo sta contestando il governo del Frelimo chiedendo una revisione degli accordi del 1992. La Renamo ha inoltre riaperto un campo di addestramento militare e si sono verificati diversi scontri armati. Secondo molti osservatori la questione non è slegata dalle recenti scoperte di immensi giacimenti di gas e dalla possibilità che in pochi anni il Mozambico diventi uno dei principali esportatori di idrocarburi.

mercoledì 18 settembre 2013

Elezioni parlamentari: risultati parziali, all’Fpr il 76% delle preferenze

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  18 settembre 2013  alle  7:00.

“Il partito di governo Fronte patriottico ruandese (Fpr) è in corsa per una vittoria schiacciante alle parlamentari di lunedì, secondo i risultati preliminari diffusi la note scorsa dal presidente della Commissione nazionale elettorale, Kalisa Mbanda” scrive il quotidiano ufficiale New Times nella sua edizione odierna.Rwanda's President Paul Kagame gives a p
I risultati provvisori riguardano il 75% delle schede scrutinate alla mezzanotte e danno l’Fpr e la sua coalizione in testa con il 76,07%.
In seconda posizione arriva il Partito sociale democratico (Psd) con il 13,01%, seguito dal Partito liberale (Pl) con il 9,38% e il Ps-Imberakuri, con appena lo 0,56%. I quattro candidati indipendenti hanno ottenuto percentuali inferiori all0 0,42%.
I risultati diffusi ieri notte non comprendono il voto della diaspora.
La vittoria dell’Fpr, il partito che governa il sin dal dopo genocidio del 1994, non è affatto una sorpresa, considerata la quasi inesistenza di una vera opposizione nel ‘paese delle mille colline’.
Ieri 5,9 milioni di ruandesi erano chiamati alle urne per eleggere 53 deputati sugli 80 che compongono l’Assemblea. Oggi e domani voteranno le categorie speciali per eleggere i rappresentanti delle donne, dei giovani e dei disabili.
I risultati finali saranno annunciati il 25 settembre