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mercoledì 18 settembre 2013

Elezioni parlamentari: risultati parziali, all’Fpr il 76% delle preferenze

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  18 settembre 2013  alle  7:00.

“Il partito di governo Fronte patriottico ruandese (Fpr) è in corsa per una vittoria schiacciante alle parlamentari di lunedì, secondo i risultati preliminari diffusi la note scorsa dal presidente della Commissione nazionale elettorale, Kalisa Mbanda” scrive il quotidiano ufficiale New Times nella sua edizione odierna.Rwanda's President Paul Kagame gives a p
I risultati provvisori riguardano il 75% delle schede scrutinate alla mezzanotte e danno l’Fpr e la sua coalizione in testa con il 76,07%.
In seconda posizione arriva il Partito sociale democratico (Psd) con il 13,01%, seguito dal Partito liberale (Pl) con il 9,38% e il Ps-Imberakuri, con appena lo 0,56%. I quattro candidati indipendenti hanno ottenuto percentuali inferiori all0 0,42%.
I risultati diffusi ieri notte non comprendono il voto della diaspora.
La vittoria dell’Fpr, il partito che governa il sin dal dopo genocidio del 1994, non è affatto una sorpresa, considerata la quasi inesistenza di una vera opposizione nel ‘paese delle mille colline’.
Ieri 5,9 milioni di ruandesi erano chiamati alle urne per eleggere 53 deputati sugli 80 che compongono l’Assemblea. Oggi e domani voteranno le categorie speciali per eleggere i rappresentanti delle donne, dei giovani e dei disabili.
I risultati finali saranno annunciati il 25 settembre

venerdì 13 settembre 2013

Cooperazione sud-sud: in Uganda una raffineria per quattro paesi

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  13 settembre 2013  alle  7:00.

I governi di , , e Sud Sudan si sono accordati sulla costruzione di una con sede a Kampala, in ;  l’infrastruttura sarà partecipata al 40% dal settore pubblico dei quattro paesi, mentre la restante parte dei capitali  verrà assicurata da investimenti privati.venezuelapetrolio
Lo ha affermato il ministro dell’energia ugandese,  Simon D’Ujanga,  nel corso di un intervista al portale cinese Xinhua.
D’Ujanga  ha dichiarato che la raffineria dovrebbe avere una capacità produttiva di 60.000 barili di petrolio al giorno e che il suo completamento è previsto per il 2017.
La raffineria di Kampala servirà a processare il greggio estratto in Uganda, Kenya e Sud Sudan e fornirà materia prima per la produzione di fertilizzanti e materie plastiche per il mercato locale.
L’opportunità di realizzare l’importante infrastruttura è stata al centro di una lunga trattativa tra il governo ugandese e le multinazionali petrolifere operative in Uganda (l’inglese Tullow, la francese Total e la cinese Cnnoc), che avrebbero preferito puntare sulla costruzione di un oleodotto per esportare il greggio estratto lungo il lago Albert attraverso i porti del Kenya;  il compromesso raggiunto prevede che la raffineria abbia una capacità produttiva inferiore a quella inizialmente desiderata da Kampala e la contestuale  realizzazione dell’oleodotto voluto dalle majors internazionali.

venerdì 6 settembre 2013

Kenya: fuori dalla Corte penale internazionale, il parlamento vota “sì”

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  6 settembre 2013  alle  7:00.

Il Parlamento keniano ha approvato la mozione che apre la strada alla legge con cui entro 30 giorni il dovrebbe lasciare lo statuto di Roma e quindi la Corte penale internazionale () che dallo statuto nacque.kenyaparlamento
La decisione è stata presa quando sono in corso procedimenti contro il presidente Uhuru e il vice presidente William accusati di crimini contro l’umanità in relazione alle violenze post elettorali di cinque anni fa.
Il voto è inoltre arrivato a una settimana dall’inizio del processo contro Ruto che comunque dovrebbe tenersi. La Corte penale internazionale ha infatti già fatto sapere che i processi partiranno anche nel caso in cui il Kenya dovesse abbandonare.
Nei mesi scorsi, il Kenya ha più volte criticato la Cpi ottenendo il sostegno dell’Unione Africana e esplicite dichiarazioni di solidarietà da parte di diversi capi di Stato. Nella mozione approvata dal parlamento si dice che il Kenya “sospenderà collegamenti, cooperazione e assistenza” e il capogruppo della maggioranza, Adan Duale, ha sottolineato come perfino gli Stati Uniti non abbiano aderito allo Statuto con lo scopo di difendere sovranità e cittadini. L’opposizione vicina all’ex primo ministro Raila Odinga ha lasciato l’aula in segno di protesta.
Secondo alcuni osservatori, il fatto che la Cpi ha finora chiamato in giudizio leader africani e l’aver escluso da qualunque responsabilità altri alti esponenti politici keniani ha di fatto portato acqua al mulino di Kenyatta e Ruto.
In dichiarazioni alla stampa internazionale, il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah, ha detto che il ritiro del Kenya non ha effetto retroattivo e che quindi i processi a carico di Kenyatta e Ruto proseguiranno.
Costituita nel 2002, la Corte penale internazionale si occupa di genocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra. L’adesione alla Cpi è stata finora ratificata da 122 paesi, 34 dei quali in Africa: se il Kenya lascerà la Cpi, sarà il primo paese a farlo.

giovedì 5 settembre 2013

Africa orientale: Kenya, Uganda e Rwanda sempre più integrate

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  5 settembre 2013  alle  7:00.

Kenya, Uganda e Rwanda hanno raggiunto un accordo per rimuovere le reciproche barriere doganali, con l’obiettivo di accelerare e agevolare l’integrazione economica dell’area.kenyaugandarwanda
Secondo la rivista Africa Review, che riporta la notizia, l’intesa dovrebbe essere perfezionata entro il prossimo 15 ottobre ed entrare in vigore a partire da gennaio 2014.
Il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, ha esortato gli imprenditori ad approfittare di questo provvedimento, sfruttando l’ampio mercato da esso creato; Kenyatta ha affermato che presto i cittadini kenyani, ugandesi e rwandesi potranno muoversi tra i tre paesi senza più la necessità di esibire un passaporto o di ottenere un visto, ma utilizzando unicamente un semplice documento di identità.
I media locali hanno messo in risalto l’assenza di Tanzania e Burundi alla riunione durante la quale è stato raggiunto l’accordo; insieme a Kenya, Uganda e Rwanda, queste due nazioni fanno parte della Comunità dell’Africa orientale.